CONVEGNO GIORNALISMO E COMUNICAZIONE

- 29 maggio 2018

Convegno in RAI su  Giornalismo e Comunicazione Grande apertura perl’impegno formativo del CRE

 

 

Di "Giornalismo e Comunicazione" si è parlato il 29 maggio scorso all'Auditorium Radio Rai di Roma in un convegno organizzato dall'Ordine dei giornalisti del Lazio, il Gus (Giornalisti ed Uffici Stampa) ed il CRE (Club relazioni esterne).  L’incontro - dibattito che ha visto l’indirizzo di saluto da parte del padrone di casa Roberto SERGIO, Direttore Radio Rai ,è stato moderato da Stefano Girotti e ha visto una grande partecipazione da parte degli addetti ai lavori con numerosi interventi dalla platea.

Giancarlo Mazzucca, Consigliere di Amministrazione della Rai, aprendo il convegno, ha posto l'accento sulla funzione essenziale del giornalista: quella di fare un servizio pubblico e in particolare attraverso la veridicità delle notizie, la pertinenza tra persone e fatti e la Convegno verifica delle fonti. Carlo Verna, Presidente CNOG (Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti), ha sottolineato l’impegno e il lavoro dell’Ordine sulla riforma dell'accesso all'albo nell’ottica di avere un canale unico e sulla prossima istituzione di nuovi corsi universitari affiancati al praticantato. Gino Falleri, Vice Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, ha fatto un escursus sulla professione del giornalista e sulla libertà di stampa, ribadendo il consiglio al giornalista di osservare la regola delle tre i: indipendente, irriverente e indisponente.

Il CRE ha contribuito al successo dell’iniziativa attraverso una serie di importanti interventi. Paolo Mazzoletti, Presidente Onorario CRE,  si è soffermato sul ruolo della comunicazione nel passaggio da un contesto analogico ad un ambiente digitale interattivo, con la conseguente rivoluzione dei parametri di riferimento che esso comporta, in primo luogo la confusione dei ruoli nel processo di comunicazione e la progressiva minore rilevanza dei corpi intermedi.

Mazzoletti ha posto l'accento sul ruolo strategico della comunicazione e sulla responsabilità del comunicatore, ricordando che la complessità e la velocità dei processi di innovazione impongono ai comunicatori un continuo e costante rinnovamento dei processi di conoscenza e di analisi critica dei messaggi veicolati da vecchi e nuovi media, con la consapevolezza  che, nella società "digitale", la verità assoluta è sempre più difficile da stabilire. Ha quindi sottolineato che i professionisti della comunicazione si devono attrezzare perché possano esprimere una presenza etica e responsabile “dentro” la società dell’informazione, ricordando i pericoli delle nuove tecnologie digitali e la loro enorme capacità di manipolazione, controllo e distorsione della realtà.

Ha chiuso citando la teoria delle "intelligenze multiple" di Howard Gardner ed ha suggerito che il professionista della comunicazione dovrebbe possedere cinque intelligenze: la disciplinare,  la sintetica, la creativa, una rispettosa  e, “last but not least”, quella etica.

Stefania Salustri, Presidente CRE, ha convenuto che negli ultimi decenni la rivoluzione digitale ha prodotto grandi cambiamenti nel mondo della comunicazione e nella gestione del mestiere di Comunicatore. Qualcosa è però rimasto invariato: la complessità e la durezza di questo tipo di lavoro. Fare il comunicatore oggi significa avere le necessarie conoscenze culturali e strategiche. Nell’era della “demagogia cognitiva” ,  infatti, solo la conoscenza vera e approfondita preserva dalla  banalizzazione e soprattutto dall’esser preda di fake news e di interpretazioni false dei fatti e della realtà. Al tempo stesso è necessario aver consapevolezza di quanto siano mutati strumenti e contesto. Complessità accresciuta coniugata con indefessa fatica. Come deve però rimanere la semplicità e la brevità: essenziali ieri, essenziali oggi ancor di più nell’era dei social media. 

Carlo Felice CORSETTI Giornalista. Vice Presidente V. CRE ha affrontato invece il tema delle “Attività professionali nel registro del MISE-Ministero dello Sviluppo Economico”. Infatti con la legge n.4 del 2013 vengono finalmente disciplinate tutte le ‘Professioni’ non organizzate in Ordini o Collegi. Vengono così rispettati i principi dell'Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione. Ha spiegato che si intende per ‘Professione’ l'attività economica esercitata mediante lavoro intellettuale a favore di terzi. Si possono quindi costituire  ‘Associazioni professionali’ di natura privatistica, senza rappresentanza esclusiva, per  valorizzare gli associati, garantire il rispetto delle regole deontologiche e tutelare gli utenti rispettando le regole sulla concorrenza. Le associazioni professionali promuovono la formazione permanente e adottano un codice di condotta, la cui violazione prevede sanzioni disciplinari per gli associati. Il Ministero dello sviluppo economico svolge i compiti di vigilanza.

L'elenco delle associazioni – ha sottolineato Corsetti - è pubblicato dallo stesso MISE nel proprio sito internet, con tutte le informazioni previste dalla legge: l’atto costitutivo e lo statuto; l’identificazione delle attività professionali; gli organismi e le cariche sociali; la struttura organizzativa; i titoli di studio richiesti, l'aggiornamento professionale costante e gli strumenti di verifica; la quota da versare; l’assenza di scopo di lucro. Inoltre, per le associazioni più impegnate: il codice di condotta con le sanzioni graduate; l'elenco degli iscritti aggiornato annualmente; le sedi sul territorio nazionale; la struttura tecnico-scientifica dedicata alla formazione permanente; il possesso di un sistema certificato di qualità conforme alla norma tecnica UNI per quel settore; lo sportello per il cittadino. Le associazioni possono rilasciare un'attestazione relativa all’iscrizione del professionista.

Ha quindi concluso annunciando che il CRE dall’anno in corso è entrato nel registro del MISE, ottemperando a tutti i requisiti richiesti ed avviando così un cammino importante nel supporto della professione del Comunicatore, degli addetti alle Relazioni esterne, ai Rapporti con le Istituzioni, ed al marketing.

Durante l’incontro è stata offerta ai presenti anche un  interessante e accurato excursus storico, attraverso video e vecchi audio, che ha raccontato la vicenda  del servizio pubblico radiofonico  RAI  in Italia, fina dalle origini -  6 ottobre 1924 -  ai giorni nostri quando con l’avvento della rete si vanno moltiplicando e le tante offerte in termini di canali digitali con contenuti dedicati ad un pubblico sempre più variegato.