USO E ABUSO DEGLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE DIGITALE, TRA CAMBRIDGE ANALYTICA E GDPR

- 16 aprile 2018

Uso e abuso degli strumenti di comunicazione digitale. Tra Cambridge Analytica e GDPR.

Conversazione con Maurizio Mensi, Professore di Diritto dell’economia alla SNA e Diritto dell’informazione e della comunicazione presso la Luiss Guido Carli; Francesco Vitali Gentilini, esperto nel campo della protezione dati, Information & Communication Technologies e Studi Strategici.

Presiede Stefania Salustri, Presidente   del Club Relazioni Esterne e Head of Communications and Media Relations Aspen Institute Italia.

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Oggetto dell’appuntamento dei “Dialoghi del CRE” dal titolo “Uso e abuso degli strumenti di comunicazione digitale. Tra Cambridge Analytica e GDPR” sono state la comunicazione 4.0 e la tutela dei dati sensibili nel quadro dello scandalo conosciuto come caso “Cambridge Analytica” - che ha scosso il mondo dell’economia digitale.

A pochi giorni di distanza dall’audizione, presso il Senato Americano, del fondatore di Facebook, Mark Zuckemberg, a Roma si discuteva, su iniziativa del CRE, su come aziende, decisori istituzionali e individui debbano approcciarsi ai social media in maniera consapevole per una gestione efficace di ciò che possiamo definire “esistenza digitale”.

Ad entrare nel merito delle complesse strategie che governano la comunicazione 4.0 è stato Francesco Vitali Gentilini socio del Club Relazioni Esterne e  uno dei massimi esperti in Italia nel campo del marketing digitale e di IT communication strategy. Usando il linguaggio dei social media - secondo il quale BOT è il motore digitale capace di creare identità fittizie per diffondere contenuti sulla base di una precisa media strategy - ha aperto una finestra estremamente interessante sulla behavioural micro-targeting. Quest’ultima può essere definita come la strategia che riconduce i gusti social alla personalità umana e che costituisce il punto di partenza per orientare le principali le campagne di social media marketing dei giganti dell’industria. Francesco Vitali ha chiuso il suo intervento lasciando agli interlocutori spazio per una riflessione profonda sulla possibilità che queste tecniche possano incidere sulle scelte di voto, come già accaduto durante le Presidenziali negli Stati Uniti e per il referendum britannico sulla Brexit, e sulla possibilità che ciò possa accadere sempre più anche in Italia (qualora ciò non fosse già avvenuto).

A seguire, il Professor Maurizio Mensi ha introdotto il tema delle regole. Il docente della Luiss, nonché socio del Club Relazioni Esterne, ha illustrato le novità del Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati che, seppur emanato nel 2016, diventerà efficace in tutti gli Stati membri il 28 Maggio di quest’anno, a conferma dell’estrema attualità del dibattito. Calando con grande abilità l’impianto normativo europeo nel contesto attuale, ha spiegato puntualmente gli sforzi trasfusi dal legislatore europeo per uniformare la disciplina sul trattamento dei dati sensibili dei singoli membri dell’Unione, soffermandosi sul tema delle sanzioni e sull’analisi dei casi - quello Scherms e Google Spain - che hanno ispirato le nuove norme.

Chiudendo i lavori la Presidente Stefania Salustri ha messo in evidenza la necessità per chi fa comunicazione di apprendere le tecniche algoritmiche della behavioural micro-targeting in modo da sterilizzarle attraverso l’imprevedibilità del linguaggio.