I DIALOGHI DEL CRE "L’Europa è a un bivio? Le strategie di comunicazione del Parlamento Europeo nel dedalo delle elezioni nazionali"

Gian Paolo Meneghini, Stefania Salustri - 29 maggio 2017

Una serata sfidante, in un momento particolarmente effervescente per l’Europa. Il 29 maggio al Hotel Bernini Bristol il Club Relazioni Esterne ha incontrato Gian Paolo Meneghini, Direttore dell’Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo in Italia. L’Europa fa notizia ed è strategica, segnata com’è da fatti recenti, e altri ne arriveranno, che pongono all’attenzione dell’opinone pubblica molte domande sul futuro politico ed economico del vecchio continente.

Il referendum pro Brexit, l’ascesa di Trump che tifa per un’Europa divisa, le elezioni nazionali in Francia che hanno dato una grande spinta agli europeisti, il G7, la chiamata alle urne nel Regno Unito, in Germania e in Italia... il 2017 è per l’Europa un anno complesso, un vero e proprio dedalo, in cui i paesi si trovano di fronte, più d’ogni altra, la sfida del populismo. La Francia probabilmente l’ha sconfitto, anche se forse, dato che Macron ha vinto la partita sia contro la destra che contro la sinistra, viene il sospetto che anche il neo presidente possa essere definito populista. In Germania Afd viaggia sull’8%, dunque lì le spinte anti-sistema non sembrano finora giocare un ruolo importante.

COSA È STATO RAGGIUNTO E COSA SUCCEDERÀ IN EUROPA NEI PROSSIMI 25 ANNI

L’Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo in Italia ha prodotto un documento, “Preparing Europe for the next 25 years”. Ma come è cambiata l’Europa negli ultimi 30 anni? Dalla fine della guerra fredda alla caduta dei totalitarismi europei, da Maastricht a Lisbona, il volto è radicalmente mutato. La cortina si è spostata verso ovest pacificamente di circa 1000 chilometri, con l’allargamento dei paesi dell’ex Patto di Varsavia, nel 2004 l’Unione europea si è allargata includendo 10 paesi, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, Cipro, Malta. con i Trattati Maastricht, Amsterdam, Nizza e Lisbona, si è consolidata e si è fortificato il ruolo del Parlamento europeo, con un vero e proprio salto qualità negli obiettivi, nel ruolo politico e rispetto alla scena internazionale. L’Euro, infine, che si è consolidato come moneta comune per circa 300milioni di cittadini europei e come seconda moneta globale dopo il dollaro.

L’UNIONE EUROPEA NEL CONTESTO GEOPOLITICO MONDIALE

A Est, però, una risorgente Russia continua a non rispettare la sovranità di alcuni paesi confinanti, risorse macroscopiche sono concentrate nelle mani di pochi (circa 110 cittadini russi controllano circa il 35% del totale del welfare delle proprietà immobiliari), senza dimenticare gli innumerevoli interventi militari che riecheggiano la fine della Guerra fredda. Dal punto di vista geopolitico, quindi, l’Europa ha una pressione esterna russa, un aggressivismo islamico radicale che pone grossi problemi all’Unione europea soprattutto per quanto riguarda il Sud Europa, la minaccia del terrorismo globale, il fenomeno migratorio, il traffico dei clandestini e la contraffazione dei prodotti. Se con Obama, negli Stati Uniti la politica estera e la politica energetica, erano state messe in secondo piano, ora si va nella dimensione opposta. Proprio al G7 il mondo ha assistito a atteggiamenti nuovi in politica internazionale, che hanno messo in crisi le dinamiche del vertice e che porteranno con sè delle criticità nel 2018. Le elezioni di ,edio temrine saranno un importante banco di prova per il presidente. Da non dimenticare anche il fatto che le economie asiatiche crescano mediamente del 8%, mentre l’Europa del 2%: il rischio di deindustrializzazione, sia in America che al di qua dell’oceano, è reale.

LE INIZIATIVE DI COMUNICAZIONE DEL PARLAMENTO UE

Dal punto di vista della comunicazione dell’Italia in Europa, e dell’Europa in Italia, le sfide sono da una parte affrontare i nazionalismi sociali che si stanno affacciando sulla scena europea, comprendere la rivoluzione digitale e il suo impatto sulla politica istituzionale, che crescerà ancora, soprattutto nelle campagne elettorali e in quelle referendarie. Il digitale non è un settore dell’economia ma è il futuro dell’economia. La strategia di comunicazione dell’Ufficio d’informazione in Italia del parlamento europeo consta di numerose iniziative e obiettivi, a partire dal Regional discussion forum (rdf), dove si discute a livello regionale dei temi europei che impattano nel territorio; il settore degli affari legislativi e il dialogo con gli stakeholder (sempre di più il ruolo degli eurodeputati è importante, se si fa cassa di risonanza con gli stakeholders, sia istituzionali - quindi il parlamento nazionale e le commissioni che si occupano dello stesso tema a livello nazionale - ma soprattutto quelli dei referenti di interesse, le lobby, dalle camere di commercio agli ordini professionali); diffondere la consapevolezza di avere dei valori e una storia comune come Unione europea; percorsi con le future generazioni, coinvolgendole in iniziative ad hoc, come le città europee dello sport; seminari per giornalisti nelle circoscrizioni elettorali europee.